12 Mar Taxi italiani promossi dagli utenti: meglio della media europea.
Soddisfazione all’85%, cresce il Sud
Postato il 13:41h
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da Monica Pieraccini
Ma il 72% dice no alle multinazionali e ai taxi senza conducente. Presentate a Roma le indagini demoscopiche realizzate da Lab21 e commissionate da Uritaxi, appTaxi e Taxi Move
Roma, 12 marzo 2026 – Il servizio taxi italiano si conferma tra i più efficienti e apprezzati d’Europa. Lo evidenziano le due indagini demoscopiche presentate nella sala stampa della Camera dei Deputati a Roma da Uritaxi, AppTaxi e Taxi Move – il 7° Rapporto “I Taxi in Italia” e il 2° Rapporto “I Taxi in Europa. Europa vs Italia 2026” – realizzati da Lab21 coinvolgendo oltre 30 città e più di circa 140mila contatti, tra Italia e Europa, intervistati nel gennaio 2026.
I dati, illustrati dal professore Roberto Baldassari, direttore generale Lab21, mostrano un livello di soddisfazione complessiva dell’85,1%, stabile negli ultimi anni e superiore alla media europea dell’82,8%, con risultati particolarmente positivi su alcuni indicatori chiave: comfort del mezzo (92,6%), sicurezza della corsa (86,8%) e rapidità di spostamento (82,6%).
Anche i tempi di attesa risultano tra i più rapidi in Europa: l’89% degli utenti riceve il taxi entro sei minuti dalla chiamata, contro l’82% registrato a livello europeo. Un dato che conferma l’efficienza del sistema radiotaxi e dell’organizzazione del servizio nelle città italiane.
Il Sud cresce e riduce il divario
L’indagine nazionale evidenzia anche un’evoluzione territoriale significativa. Il Nord resta l’area con i livelli più elevati di soddisfazione, con un indice generale che nel 2026 raggiunge l’89,7%, mentre il Centro mantiene un quadro sostanzialmente stabile, attestandosi all’86,2%.
Il dato più rilevante arriva però dal Sud, che registra il miglioramento più consistente dell’intera indagine e riduce sensibilmente il divario storico con le altre aree del Paese. Qui si osserva un progresso diffuso su quasi tutti gli indicatori: il comfort del mezzo cresce di oltre 15 punti, passando dal 72,8% all’88,2%, la sicurezza della corsa sale dal 78,7% all’85,6%, mentre i tempi di attesa entro i sei minuti passano dal 77,3% all’84,7%. Migliora anche la chiarezza delle tariffe, dal 57,2% al 65,6%, e la disponibilità e cortesia degli autisti, dal 72,0% al 76,3%. Nel complesso la soddisfazione generale nel Sud passa dal 77,3% al 79,5%, segnalando una crescita significativa della qualità percepita del servizio taxi nelle regioni meridionali.
Il confronto europeo: Italia modello di qualità
Il confronto con i dati europei evidenzia una netta superiorità del servizio italiano su molti indicatori operativi. Rispetto alla media europea, il taxi italiano è percepito come:
- più rapido negli spostamenti (82,6% contro 75,1%, +7,5 punti),
- più confortevole (92,6% contro 84,1%, +8,5 punti)
- più sicuro (86,8% contro 77,9%, +8,9 punti).
Un dato che rafforza questa percezione riguarda la disponibilità e cortesia dei tassisti, dove l’Italia raggiunge l’80,2% di soddisfazione, con un distacco di oltre cinque punti rispetto all’Europa (75,1%). Non a caso quasi il 75% degli italiani ritiene il servizio taxi del proprio Paese migliore di quello straniero, contro poco più della metà degli utenti europei.
Italia ed Europa: due modelli diversi
Le indagini mettono in luce anche due modelli molto diversi di organizzazione della mobilità urbana. In Italia prevale nettamente il taxi regolamentato a tariffa pubblica, preferito dal 61,5% degli utenti, mentre solo il 16,6% sceglierebbe servizi privati a tariffa libera tramite app.
Questo si traduce anche in una maggiore contrarietà all’aumento della presenza delle multinazionali nel mercato della mobilità: il 72,3% degli italiani si dichiara contrario, contro il 61% registrato a livello europeo.
Guardando al futuro, l’Italia continua a preferire il modello dei servizi taxi locali organizzati tramite radiotaxi (50,3%), mentre in Europa prevale l’idea di una coesistenza regolamentata tra diversi operatori (42,8%).
Il divario emerge chiaramente anche nelle modalità di prenotazione. In Italia il 69,1% degli utenti chiama ancora il taxi tramite telefono, mentre le app si fermano al 25,6%. In Europa accade l’opposto, con oltre la metà delle prenotazioni effettuate tramite applicazioni mobili. Un dato che conferma come il sistema dei radiotaxi locali resti uno dei pilastri del servizio italiano.
Taxi presidio di sicurezza per i giovani
Il ruolo sociale del taxi emerge con particolare evidenza tra i giovani. Tra gli under 35 italiani quasi l’84% considera il taxi un mezzo fondamentale per tornare a casa in sicurezza durante la notte, un dato di poco inferiore alla media europea (85,2%). Il servizio taxi viene quindi percepito non solo come mezzo di trasporto, ma anche come strumento di sicurezza urbana e mobilità responsabile.
Il nodo delle tariffe
L’unico elemento critico riguarda il costo delle corse: il livello di soddisfazione resta sotto il 50% sia in Italia (48,1%) sia in Europa (48,9%), un allineamento quasi perfetto che dimostra come il tema dell’accessibilità economica rappresenti una sfida comune per tutto il settore. In Italia il dato è in lieve flessione rispetto al 2024, quando era al 49,3%.
Il futuro: gli utenti vogliono ancora il tassista
Le indagini mostrano anche una diffusa diffidenza verso i taxi senza conducente. Il 71,9% degli italiani e il 64% degli europei dichiarano che non utilizzerebbero un taxi a guida autonoma, confermando quanto l’elemento umano resti centrale nel servizio. La diffidenza è ancora più marcata sul tema della sicurezza: solo il 21,4% degli italiani si sentirebbe sicuro a viaggiare su un taxi senza conducente, contro il 37,9% degli europei.
Alla presentazione dell’indagine sono intervenuti Claudio Giudici, presidente nazionale Uritaxi, Stefano Salzani, presidente del consorzio appTaxi, e Mirco Venturelli, vicepresidente del consorzio Taxi Move.
«Questi dati – commenta Claudio Giudici, presidente del sindacato di categoria Uritaxi, – dimostrano che il modello taxi italiano funziona ed è riconosciuto dagli utenti come uno dei più efficienti in Europa. La qualità del servizio, la sicurezza e la rapidità degli spostamenti sono il risultato di anni di investimenti dei tassisti e di un sistema regolato che tutela sia i lavoratori sia i cittadini. Il miglioramento registrato nel Sud conferma inoltre che quando si investe nel servizio e nell’organizzazione si ottengono risultati concreti. Il nostro obiettivo resta quello di continuare a innovare senza snaturare un modello che garantisce professionalità, sicurezza e presenza sul territorio».
«Il fatto che in Italia quasi il 70% degli utenti continui a prenotare il taxi tramite radiotaxi – afferma Stefano Salzani, presidente del consorzio appTaxi – dimostra quanto sia forte e radicato il sistema dei servizi locali. Le app dei taxi, come appTaxi, nascono proprio per accompagnare questa evoluzione digitale mantenendo però il controllo del servizio nelle mani dei tassisti e delle cooperative locali. Innovazione e tecnologia non devono significare consegnare il mercato a piattaforme multinazionali, ma rafforzare un modello che mette al centro il servizio pubblico e il rapporto diretto con i cittadini».
«La tecnologia – sottolinea Mirco Venturelli, vicepresidente del consorzio Taxi Move – è uno strumento fondamentale per migliorare il servizio, ma deve essere al servizio dei tassisti e degli utenti, non di grandi piattaforme internazionali che puntano solo alla conquista del mercato. Taxi Move nasce proprio con questo spirito: offrire strumenti digitali moderni sviluppati direttamente dai tassisti, mantenendo trasparenza delle tariffe, qualità del servizio e radicamento sul territorio. I dati dell’indagine dimostrano che questo modello continua ad essere apprezzato dagli utenti e rappresenta una strada credibile per il futuro del settore. Con la nascita di Italian Taxi Network, la prima rete nazionale che collega tre app di tassisti italiani – appTaxi, Btaxi e Taxi Move – grazie ad un accordo di roaming, gli utenti possono richiedere un taxi in oltre 50 città italiane senza dover installare nuove applicazioni o creare nuovi account».
Sul sito webtv.camera.it, nella sezione conferenze stampa, è possibile rivedere la presentazione dell’indagine. Per consultare i rapporti: www.uritaxi.it.