Taxi Move, utenti in crescita del 33% nonostante il calo del turismo

Taxi Move, utenti in crescita del 33% nonostante il calo del turismo

13 agosto 2025 – Nonostante il calo del comparto turistico rispetto al 2024, calo che ha avuto un impatto anche sui taxi italiani, cresce ancora l’app Taxi Move: +33% rispetto all’anno precedente. I mesi di maggior crescita, anno su anno, sono stati quelli di giugno (+39%) e febbraio (+48%).

“E’ evidente che pur restando il traffico telefonico, per 3 fruitori su 4, lo strumento ancora preferito dall’utenza taxi – commenta il presidente del Consorzio Taxi Move, Claudio Giudici – stiamo assistendo sempre più ad uno spostamento della domanda verso le app”.

Il 3 aprile scorso Taxi Move ha presentato a Milano l’importante partnership “Italian Taxi Network”, il brand con cui si presenta il progetto di interconnessione tra app dei tassisti italiani. Tra queste, insieme a Taxi Move, anche AppTaxi e BTaxi, che coinvolgono complessivamente quasi 7mila taxi, 4 milioni di corse all’anno e movimentano circa 40 milioni di euro annui. “Questa importante novità nel panorama dei taxi in Italia e nel mondo – sottolinea Giudici – consente all’utenza di poter utilizzare una qualsiasi di queste app, raggiungendo circa 60 comuni italiani con tecnologie tra di loro in cooperazione solo per facilitare l’esperienza taxi dell’utente”. “Questo modello sta ispirando altre nazioni europee che stanno mettendo in rete le app dei tassisti. Si tratta di modelli che valorizzano il lavoro invece che i gruppi finanziari che stanno dietro le app delle multinazionali”, prosegue il presidente.

App come Taxi Move si differenziano da quelle delle multinazionali perché non praticano alcun costo commissionale all’utente – sono veramente gratuite non solo nel processo di download, ma anche nel loro effettivo utilizzo – e non fanno profitto sui tassisti-lavoratori che realmente espletano il servizio di trasporto. “Se si pensa che note app di multinazionali gonfiano il prezzo della tariffa taxi per includere diversi euro di commissione su ogni corsa, si capisce quanto più alto possa essere l’effettivo prezzo per l’utente rispetto a prendere un taxi su strada o chiamarlo con Taxi Move, che appunto si limita a richiedere la sola tariffa prodotta dal tassametro. Abbiamo calcolato che rispetto alla tariffa prodotta dal tassametro, quanto richiesto da alcune multinazionali sia mediamente superiore del 34%. La famosa ‘disintermediazione’ di certa narrazione, non è altro che la frapposizione tra lavoratore e consumatore di un player finanziario che all’utente chiede il 34% in più di tariffa ed al lavoratore un’altra percentuale ancora”, chiosa Giudici.

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